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| (Renato Canova, ph by Victah Sailer) |
Questo post muove dagli interventi sciocchini (bannati) sulla settimana di allenamento di Luigi Turilli, da me inserita nel forum dei commenti di Lectio Magistralis. Voglio tranquillizzare l'anonimo (o gli anonimi) di turno: era una settimana (peraltro relativa al periodo speciale della preparazione di Luigi, tanto per connotare meglio metodologicamente l'intervento) delle circa 26 che compongono questa prima parte di stagione. Mi rendo pure conto che la 'brutale' schematizzazione di un microciclo settimanale, 'incollato' dentro un forum 'regionale', abbia potuto scandalizzare certuni e muovere al sarcasmo greve ("enrì altro che cavalli normali con questa tabella bisogna nutrirli bene se no rischiano di fermarsi al mercoledì" scriveva un 'bannato') chi magari pensa che l'unico modo per vincere 'dignitosamente' un Campionato di Società di Cross sia quello di ingaggiare il magrebino o il keniano di turno, oppure di 'pompare' le 'medie cilindrate' presenti su piazza. (Ed è forse anche per questo che di mezzofondisti e fondisti di buon livello in Abruzzo ne vediamo uno ogni tanto).
Il mio Maestro è Renato Canova. Lo conobbi nel lontano 1987 quando era head coach della gloriosa Atletica Fiat Sud Formia del mitico Cav. Elio Papponetti. Di strada, da quel dì, ne ha fatta davvero tanta.
Renato mi sta simpatico assai (è una questione epidermica). È il più grande appassionato di Atletica che io conosca. Svariate volte ebbi a dividere con lui la stanza d'albergo (in raduno al Sestriere, ai Mondiali di Goteborg del 1995, in diverse edizioni dei Campionati Italiani di Cross), ed avere così il privilegio di partecipare alle sue spontanee e geniali lectiones magistrales sulla corsa di resistenza. È nella natura di Renato partecipare il proprio interlocutore (anche occasionale) dello stato dell'arte delle sue ricerche metodologiche in ambito running. Una generosità culturale che è un fiume in piena impossibile da arginare (a nulla vale pregare una 'salvifica' botta di sonno dell'oratore intorno alle tre del mattino). Mitico Renato!
All'inizio del '94 lo incontrai ad un cross dalle mie parti. Dopo una chiacchieratina di circa un'ora a bordo campo, fu lesto a farmi avere uno scartafaccio denso di intuizioni al solito geniali (di quel preziosissimo quanto inaspettato dono lo ringrazio ancora oggi). "Il mezzofondo prolungato nelle specialità della corsa", il titolo di quello studio ancora in bozza. Per carità, Renato nel tempo ebbe ad approfondire, modificare, levigare, molti dei concetti in esso contenuti. Ritengo però ancora molto 'moderna' la filosofia che sostiene tutto quel documento: ieri ha pervaso di sé i migliori risultati dei nostri migliori fondisti (e mezzofondisti) degli anni '90, ed oggi è ancora cagione di quelli di molti invincibili keniani (Renato attualmente, tra i tanti, allena Moses Mosop, Abel Kirui e Florence Kiplagat).
"Da quanto abbiamo trattato, appare chiara la filosofia che costituisce il filo conduttore delle scelte tecniche attuali del mezzofondo prolungato italiano. La gara di resistenza non esiste: qualsiasi sia la distanza della competizione, questa è sempre di velocità, poiché vince sempre colui che impiega meno tempo e quindi ottiene la velocità media più elevata. D'altro canto, poiché ogni atleta possiede una propria potenza ottimale, intesa come "capacità di corsa assoluta", che è primariamente indotta da fattori genetici (mamma e papà contano ancora molto) sia per struttura morfologica del soggetto, sia per corredo enzimatico, su questa qualità non è possibile incidere più di tanto. È invece altamente allenabile la "resistenza" alla potenza posseduta. Pertanto, come non esiste la gara di resistenza, così non esiste l'allenamento di velocità, ma solo quello di "resistenza speciale" o di resistenza alla velocità preventivamente individuata.
Intendere quindi il mezzofondo come una estensione della velocità può essere in parte valido sotto l'aspetto biomeccanico, totalmente errato sotto quello bioenergetico.
La chiave del progresso moderno sta proprio in quell'allenamento di "resistenza alla potenza" che costituisce il momento più qualificante per ogni specialità. Questo tipo di lavoro, il solo veramente speciale, è supportato per lunghi periodi da un continuo incremento sia nel volume che nella intensità dei lavori a carattere preparatorio, che si possono pertanto interpretare come "allenamento che permette l'allenamento speciale", ovvero quello che influenza direttamente la prestazione.
La interpretazione e la individuazione dei vari ritmi di corsa assumono pertanto un significato fondamentale. [...]" (Renato Canova, dalle Conclusioni de "Il mezzofondo prolungato nelle specialità della corsa", bozza, 1993).
Renato Canova è uno dei più grandi allenatori della storia del mezzofondo prolungato. È italiano. Vive ed allena stabilmente in Kenia (sic!).
Di seguito inserisco due video assai interessanti. Uno è tradotto in italiano, l'altro no. Ma niente paura. L'inglese di Renato è molto italiano. Buona visione. (Spero che l'anonimo sciocchino, stavolta, impari qualcosa).

8 commenti:
Ho visto l'articolo dedicato a P. Snell. Voglio raccontarti un aneddoto, che poi è diventata la mia filosofia di vita
sportiva, che fa capire quando si ha voglia di continuare a
correre (marciare) e quando no.
Un giorno fu chiesto a P. Snell: "Quando ha deciso di smettere di correre?", e
lui: "Una mattina che mi sono alzato, ho visto che pioveva, e mi sono rimesso a letto".
Credo che in questa frase ci sia l'essenza delle motivazioni.
Un caro saluto
Carmine Sinno
“La gara di resistenza non esiste: qualsiasi sia la distanza della competizione, questa è sempre di velocità, poiché vince sempre colui che impiega meno tempo e quindi ottiene la velocità media più elevata.”
Questa è la chiave! Mi piace.
Saluti
Carla
@ Carmine Sinno: geniale!
@ Carla: e già, dai 100m alla maratona vince sempre il più 'veloce'.
@ l'anonimo sciocchino: credo che pure nell'altro forum troverai "chiuso"; mi spiace, la pacchia è finita.
un saluto
m
grandi i video di Renato, da prendere a piccole dosi!
avevo trovato dei testi interessanti a giugno, subito dopo i record di Moses MOSOP sui 25-30'000m (vd. post 24/06/2011 e 27/06/2011) e mi sono tornate alla memoria esperienze simili alle tue, benché più brevi e meno significative
SENZA I NOSTRI INTERVENTI NON RIESCI A CREARE NESSUN INTERESSE
Stavolta ti pubblico, anonimo, perché il tuo commento dà la cifra esatta del tuo modo di essere al mondo. L'interesse che suscita un post non si pesa dal numero di commenti, ma dal traffico 'reale' che genera (e questo post è andato davvero forte). Se hai qualcosa di più intelligente da dire scrivi pure, ma se devi continuare a riempirmi di spam la casella di posta, sappi che finirai, sistematicamente, nel cestino, tra la pubblicità del cialis o di qualche improbabile integratore.
Saluti
m
...il cialis almeno può essere utile..., i commenti dell'anonimo generano invece un effetto assolutamente opposto.
Marco
Sottoscrivo l'intervento di Running Free...
Domenica ho assistito ad una grande prestazione di D'Onofrio tra gli juniores. Autorevolezza e personalità, oltre ad un duro lavoro alle spalle. Finire in mezzo ai gemelli Dini (sebbene più giovani di un anno) è stata davvero una bella prova, soprattutto alla luce della mancata convocazione agli eurocross.
Convocazione che era mancata davvero di un soffio e che non ho mai compreso bene. E' vero che, dati alla mano, era quinto in graduatoria, seppur di un'inezia dopo due serratissime gare di selezione. Ma i posti a disposizione erano solo 4 fin dall'inizio o è stata una scelta della federazione quella di portare una squadra composta soltanto di 4 elementi? Se si tratta di una scelta, il ragazzo ha offerto una bella risposta.
Ma è stata ottima anche la prestazione degli altri atleti della Gran Sasso, tutti autori di ottimi piazzamenti.
Ho letto anche di belle prove nella marcia. Peccato per la Di Vincenzo, ma spero ci riproverà.
E chissà che non sia davvero tornato anche Alex. Dopo 30 chilometri marciati a buon ritmo (4'16"/km, se non erro), un 5.000 finale in 20'04" che sembrerebbe avercelo restituito ai migliori livelli...
Un saluto.
Sat
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